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Venerdì 11 settembre 2026

Walliance. Il mercato del crowdfunding immobiliare

Walliance. Il mercato del crowdfunding immobiliare
Il mercato del real estate crowdfunding (RECF) continua a crescere a livello globale, pur mostrando una fase di progressiva maturazione e concentrazione. Nel 2025 la raccolta cumulata in Europa ha raggiunto 22,4 miliardi di euro, in aumento dell’11,4% rispetto al 2024, mentre negli Stati Uniti ha toccato 30,5 miliardi (+3,7%) e nel resto del mondo 5,9 miliardi. In Europa sono stati censiti 36.901 progetti, con una prevalenza del modello lending, adottato dal 58% delle piattaforme, mentre negli USA e nel resto del mondo prevale l’equity (48%). Il mercato europeo appare ancora frammentato, ma in consolidamento. Le prime 25 piattaforme rappresentano il 73% della raccolta cumulata, pari a 15,6 miliardi di euro (+13%), e le prime dieci circa il 46%. I rendimenti dei progetti europei si collocano generalmente tra il 7,4% e l’11,2%, con durate prevalentemente comprese tra 11 e 29 mesi, ma il report sottolinea la forte eterogeneità dei risultati e dei livelli di rischio.
In Italia, il mercato ha raggiunto una raccolta cumulata di 1,03 miliardi di euro, in crescita del 21,3% sul 2024, collocandosi al settimo posto in Europa. Nel solo 2025 sono stati raccolti circa 182 milioni di euro, in calo rispetto ai 300 milioni del 2024, mentre il numero di campagne è quasi raddoppiato, passando da 230 a 452. La maggioranza delle operazioni segue il modello lending e i rendimenti lordi annui sono generalmente superiori al 10%, con progetti prevalentemente della durata di 12-36 mesi. Il mercato italiano risulta tuttavia molto più concentrato di quello europeo, con le prime tre piattaforme che rappresentano circa il 51% della raccolta cumulata, le prime cinque il 68% e le prime dieci oltre l’85%. Oltre l’89% dei progetti riguarda l’edilizia residenziale e circa il 69% è localizzato nel Nord Italia, contro il 22% nel Centro e il 7% nel Mezzogiorno. Rimane invece limitata l’internazionalizzazione, con meno del 2% dei progetti caratterizzato da una componente estera. Parallelamente, il fatturato medio delle prime dieci società italiane è passato da circa 278 mila euro nel 2020 a quasi 3,9 milioni nel 2024, evidenziando la progressiva crescita e maturazione del comparto.
Guardando al futuro, il report individua nella crescita internazionale, nella diversificazione dell’offerta e nell’integrazione di AI e nuove tecnologie i principali ambiti di sviluppo. Le piattaforme stanno infatti ampliando il proprio ruolo oltre la semplice raccolta di capitale, integrando servizi di analisi, strutturazione finanziaria, asset e property management, oltre a strumenti di liquidità secondaria e, potenzialmente, tokenizzazione. L’intelligenza artificiale potrebbe rafforzare soprattutto lo screening delle opportunità, la valutazione dei rischi e il supporto agli investitori, elaborando congiuntamente informazioni sul promotore, sull’immobile e sulla struttura finanziaria. Il principale limite resta però la qualità e comparabilità dei dati immobiliari, che può portare i modelli a sottostimare rischi, replicare distorsioni storiche o confondere correlazioni con rapporti causali. Per le piattaforme italiane, colmare il divario nell’internazionalizzazione e sfruttare AI e tecnologie per aumentare efficienza e trasparenza rappresentano quindi leve importanti per competere in un mercato sempre più transfrontaliero.