Il mid-year review outlook di CBRE evidenzia come la prima metà del 2026, caratterizzata dal conflitto tra Stati Uniti e Iran, abbia modificato il quadro delle aspettative sul mercato del commercial real estate europeo sull’anno in corso. In primo luogo, si è modificato il contesto macroeconomico: attraverso l'aumento dei prezzi dell'energia, l'inflazione dell'Eurozona ha superato il 3% a maggio, inducendo la BCE ad aumentare a giugno il tasso sui depositi al 2,25%, in controtendenza rispetto alle attese di inizio anno. CBRE non prevede ulteriori rialzi nel 2026, ma si attende che i tassi a lungo termine rimangano elevati. Nonostante il contesto più difficile, la maggior parte delle economie europee ha continuato a crescere, seppure moderatamente. Nel mercato real estate, il reddito ha continuato a rappresentare il principale driver dei rendimenti. La crescita dei canoni ha sostenuto i valori degli asset prime, mentre in alcuni settori e mercati si è registrata un'espansione degli yield, limitando il potenziale di compressione dei rendimenti.
Nel mercato dei capitali, gli investimenti immobiliari europei sono aumentati del 10% nel primo semestre rispetto allo stesso periodo del 2025, con il living che ha raggiunto i 29,9 miliardi di euro (+17%), pari al 26% del totale, e una attenzione crescente verso segmenti alternativi come healthcare e data centre. Anche gli uffici hanno registrato una ripresa, con €22,6 miliardi di investimenti (+13%). La disponibilità di finanziamenti resta solida e l’interesse dei lender rimane elevato: il 72% degli operatori prevede di aumentare le origination nel 2026. Sebbene il costo complessivo del debito sia aumentato nel primo semestre, CBRE prevede una riduzione nella seconda metà dell'anno, sostenendo una ripresa delle transazioni e portando i volumi annuali a un livello tra stabile e moderatamente superiore a quello del 2025.
Sul fronte dei mercati occupier, living e data centre restano i comparti maggiormente sostenuti da squilibri strutturali tra domanda e offerta. Per il multifamily CBRE prevede una crescita dei canoni del 3,9% nel 2026, mentre nel comparto PBSA la carenza strutturale di offerta continua a sostenere domanda e investimenti. Nella logistica il take-up è cresciuto del 15% nel primo semestre, ma la net absorption (la variazione dello stock occupato) dovrebbe recuperare solo dal 2027 in quanto gli occupier privilegiano il trasferimento verso spazi di migliore qualità rispetto all'espansione delle superfici. Nuova domanda di spazi proviene inoltre da operatori cinesi e dall'aumento della spesa europea per la difesa. Per gli uffici è atteso un rafforzamento della domanda nel secondo semestre, mentre la scarsità spazi in edifici nuovi o ristrutturati e l'adozione dell'AI stanno aumentando la richiesta di immobili di maggiore qualità. Nel retail, la debolezza dei consumi convive con una domanda ancora robusta per le location prime, mentre per gli hotel è prevista una moderazione della performance dopo la forte crescita del primo semestre. Infine, nei data centre l’aumento della domanda legata all'AI continua a esercitare pressione sulla capacità disponibile, con energia e rete elettrica tra i principali vincoli, mentre sul fronte della sostenibilità l'evoluzione normativa e la crescente attenzione alla resilienza rispetto al rischio climatico continueranno a influenzare le decisioni di investimento e la programmazione degli investimenti in CapEx.
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