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Venerdì 24 luglio 2026

OMI-AdE. Le statistiche sullo stock immobiliare italiano

OMI-AdE. Le statistiche sullo stock immobiliare italiano

Nel 2025 lo stock immobiliare italiano ha superato i 79 milioni di unità, secondo le analisi dell’OMI-Agenzia delle Entrate. Circa 68,5 milioni di immobili risultano produttivi di rendita catastale, in crescita dello 0,6% rispetto al 2024. La distribuzione proprietaria conferma il forte peso delle famiglie: circa il 90% dello stock è intestato a persone fisiche.

La lettura per rendita catastale restituisce però un’immagine diversa. Le persone non fisiche possiedono il 10,8% delle unità, ma concentrano quasi il 40% della rendita complessiva, pari a oltre 15,3 miliardi di euro. Questa distanza segnala la maggiore incidenza di società ed enti nelle asset class legate all’attività economica, dagli immobili produttivi agli spazi direzionali, dove il valore unitario del patrimonio è più elevato rispetto al residenziale ordinario.

Le abitazioni rappresentano la componente principale del patrimonio immobiliare italiano, con oltre 35,7 milioni di unità, circa 89.500 in più rispetto al 2024. La maggior parte dello stock si concentra nelle categorie A/2, abitazioni civili, e A/3, abitazioni economiche. La rendita catastale media di un’abitazione è pari a 494 euro, ma il valore cresce sensibilmente per gli immobili di pregio, come abitazioni signorili, ville e dimore storiche, dove è più rilevante anche la presenza di proprietari diversi dalle persone fisiche. Nel complesso, la rendita attribuita alle abitazioni intestate a società ed enti è pari a poco meno di 1,2 miliardi di euro.

Anche la dimensione degli immobili riflette questa articolazione del patrimonio: la superficie media delle abitazioni è pari a 118 mq, corrispondenti a 5,5 vani, con valori più elevati per le categorie di maggior pregio. Gli uffici, classificati nella categoria A/10, ammontano invece a circa 642.000 unità, con una superficie media di 138 mq, che sale a 178 mq nel caso degli immobili intestati a persone non fisiche. La rendita complessiva degli uffici è pari a circa 1,5 miliardi di euro e risulta detenuta per oltre il 60% da soggetti diversi dalle persone fisiche, confermando la maggiore incidenza di società ed enti nelle asset class a destinazione economica.

Il comparto commerciale, corrispondente al gruppo C, comprende oltre 29 milioni di unità immobiliari. Lo stock è composto soprattutto da box e posti auto, cantine e magazzini, oltre che da negozi. La rendita catastale complessiva supera i 6,2 miliardi di euro e per oltre la metà è riferita proprio ai negozi, che rappresentano quindi la componente economicamente più rilevante del gruppo.

Gli immobili a destinazione speciale del gruppo D hanno invece un peso numerico molto più contenuto, pari a poco più di 1,7 milioni di unità e al 2,5% dello stock censito, ma concentrano quasi il 29% della rendita catastale nazionale, per oltre 11 miliardi di euro. Al loro interno, i fabbricati destinati ad attività industriali e commerciali rappresentano le categorie principali e raccolgono insieme oltre la metà della rendita dell’intero gruppo. Si tratta in larga parte di asset intestati a persone non fisiche, confermando il ruolo centrale di società ed enti nel patrimonio immobiliare produttivo nazionale.

Infine, il gruppo F comprende oltre 3,8 milioni di unità prive di rendita catastale, in crescita dello 0,6% rispetto al 2024. La componente più consistente è rappresentata dalle aree urbane, che costituiscono circa la metà del gruppo, seguite dalle unità in corso di costruzione.