News
News
Assoimmobiliare

News / Approfondimenti

Venerdì 24 luglio 2026

Il Rapporto ENEA sull’efficienza energetica in Italia

Il Rapporto ENEA sull’efficienza energetica in Italia

Il Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica 2026, redatto dal Dipartimento Unità Efficienza Energetica dell'ENEA, offre un’analisi delle politiche e misure implementate per migliorare l’efficienza energetica in Italia.

Nel 2025, la Conferenza Globale sull’Efficienza Energetica, promossa dalla Commissione europea e dall’IEA, e la COP30 hanno confermato la centralità dell’efficienza energetica nella transizione energetica, richiamando la necessità di accelerare la riduzione dei consumi a parità di attività economica, servizi e qualità della vita. Per raggiungere gli obiettivi al 2030, questa traiettoria richiede investimenti, innovazione tecnologica e competenze adeguate lungo tutta la filiera. A livello europeo, il Green Industrial Deal sostiene la decarbonizzazione dei processi produttivi, mentre il pacchetto “Energia e cittadini” rafforza gli strumenti per contrastare la povertà energetica. In Italia, il PNIEC resta il principale riferimento strategico per la politica energetica nazionale, affiancato dal Decreto Bollette, dal potenziamento degli incentivi all’efficienza energetica, come Certificati Bianchi e Conto Termico 3.0, e dalle iniziative di formazione promosse dall’ENEA.

Anche il PNRR contribuisce in modo significativo a questa traiettoria: le Missioni 2 e 7 hanno finanziato 48.703 progetti, per un valore complessivo di 57,9 miliardi di euro destinati alla transizione energetica. Sul piano dei risultati, nel 2024 la domanda di energia primaria è diminuita dello 0,9%, attestandosi a 139,8 Mtep, mentre la quota delle fonti rinnovabili è salita al 21,3%. L’intensità energetica, cioè la quantità di energia necessaria per produrre valore economico, si è ridotta del 29,5% rispetto al 2005, indicando un progressivo miglioramento dell’efficienza complessiva del sistema.

Gli incentivi hanno continuato a sostenere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, anche se i nuovi risparmi energetici risultano in progressiva riduzione rispetto agli anni precedenti. Nel 2025 il Bonus Casa ha finanziato oltre 491.000 interventi, soprattutto per pompe di calore, impianti fotovoltaici e sostituzione degli infissi, generando circa 661 GWh/anno di risparmi energetici e 743 GWh/anno di produzione fotovoltaica. L’Ecobonus ha sostenuto oltre 305.000 interventi, con investimenti per 3,6 miliardi di euro e risparmi pari a 842 GWh/anno. Il “Superbonus” ha interessato complessivamente quasi 482.000 edifici, attivando investimenti per circa 119,5 miliardi di euro e un risparmio energetico annuo di 16,2 TWh. Nel complesso, le detrazioni fiscali continuano a rappresentare oltre la metà dei risparmi energetici notificati ai sensi della Direttiva EEDIII.

Tra gli altri strumenti, il Conto Termico ha raggiunto i livelli più elevati dalla sua introduzione, con oltre 156.800 richieste e incentivi superiori a 960 milioni di euro. La misura ha sostenuto soprattutto impianti alimentati da fonti rinnovabili termiche e interventi sugli edifici della Pubblica Amministrazione, attivando investimenti per oltre 1,2 miliardi di euro e contribuendo alla riduzione dei consumi e delle emissioni. Anche i Certificati Bianchi hanno continuato a concorrere agli obiettivi nazionali, pur con risparmi in lieve flessione. Nel settore manifatturiero, infine, le diagnosi energetiche hanno permesso di realizzare 390 interventi e di individuarne oltre 2.000 ulteriori, con un potenziale rilevante di miglioramento dell’efficienza energetica.

Il settore edilizio resta uno degli ambiti centrali della transizione energetica. Nel residenziale, i consumi si sono attestati a 26,8 Mtep, in lieve aumento rispetto all’anno precedente, ma ancora inferiori del 21% rispetto al 2005. Il miglioramento riflette l’evoluzione normativa e l’effetto degli incentivi fiscali, che hanno sostenuto negli anni interventi di riqualificazione e sostituzione degli impianti.

Il monitoraggio degli APE conferma, tuttavia, l’ampiezza del lavoro ancora da svolgere. A maggio 2026 risultavano registrati circa 1,28 milioni di attestati emessi nel 2025, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente, ma il patrimonio residenziale continua a presentare una quota significativa di edifici nelle classi energetiche meno efficienti, insieme agli immobili industriali e artigianali. Anche il mercato delle compravendite riflette questa condizione: tra il 61% e il 71% degli scambi riguarda immobili in classe E, F o G, mentre gli edifici più performanti si concentrano soprattutto nelle aree di maggior pregio.

Sul fronte pubblico, il Programma PREPAC ha ammesso al finanziamento 25 progetti, per circa 29 milioni di euro, orientati principalmente a interventi sull’involucro edilizio, impianti fotovoltaici e pompe di calore, anche con il coinvolgimento delle ESCO. La sperimentazione dello Smart Readiness Indicator mostra infine che la digitalizzazione degli edifici italiani è ancora limitata. Questo dato apre uno spazio importante per nuovi interventi capaci di migliorare non solo l’efficienza energetica, ma anche la flessibilità degli immobili e la loro integrazione con il sistema energetico.