La casa è diventata una componente sempre più rilevante del mercato del lavoro e della competitività territoriale, non solo per le fasce economicamente più fragili, ma anche per lavoratori con redditi medi, contratti regolari e professioni qualificate.
La ricerca “Abitare il lavoro. Casa, imprese e competitività territoriale”, realizzata da Assolombarda in collaborazione con ADAPT, evidenzia come il problema riguardi non soltanto il costo dell’abitazione, ma anche quello degli spostamenti verso il luogo di lavoro. Nel Comune di Milano, il costo medio di locazione è pari a 1,6 volte quello medio dei capoluoghi del territorio Assolombarda; seguono Monza, in linea con la media, Lodi (0,8 volte) e Pavia (0,7 volte). Anche al di fuori dei capoluoghi permane un differenziale significativo, con canoni pari a 1,3 volte la media nel resto della Città metropolitana di Milano e a 1,2 volte nella provincia di Monza e Brianza, contro 0,9 volte a Lodi e 0,6 volte a Pavia. La pressione abitativa non riguarda quindi più soltanto Milano, ma si estende alle aree periferiche e lungo le direttrici del pendolarismo, mentre per molti lavoratori con salari di ingresso compresi tra 1.200 e 1.650 euro netti mensili l’accesso a un’abitazione autonoma può richiedere compromessi in termini di distanza, condivisione dell’alloggio o rinvio dell’autonomia. Le imprese stanno sperimentando forme di welfare abitativo, concentrandosi soprattutto sulla leva economica e sull’aiuto pratico nella ricerca e nel reperimento di un alloggio, anche attraverso l’intermediazione tra lavoratori e proprietari, il ruolo di garante dell’impresa, il contributo al pagamento dell’affitto o, in alcuni casi, l’acquisto diretto e la messa a disposizione di immobili per i dipendenti. Queste iniziative rimangono, però, prevalentemente episodiche e concentrate nelle realtà più strutturate.
L’“Osservatorio sull’abitare per la competitività delle imprese”, realizzato da Assolombarda in collaborazione con Patrigest - Gabetti Group, analizza il rapporto tra casa, mobilità e accesso alle opportunità nel Quadrilatero di Assolombarda, formato da Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia. Il 47% degli studenti e giovani lavoratori intervistati dichiara che la questione abitativa ha influenzato le proprie scelte di studio o di lavoro, mentre le spese per la casa assorbono in media il 38% del reddito mensile. La mobilità rappresenta un ulteriore fattore determinante: il 54% si sposta quotidianamente fuori dal proprio Comune di residenza e il 39% afferma di aver rinunciato almeno a un’opportunità lavorativa o formativa a causa della distanza o delle difficoltà negli spostamenti. Nel mercato immobiliare, negli ultimi dieci anni le compravendite sono aumentate del 14,8% a Milano, del 75,1% nel resto della Città metropolitana e in provincia di Monza e Brianza, del 40% in provincia di Lodi e dell’80,9% in provincia di Pavia. A Milano, inoltre, i contratti di locazione sono cresciuti del 20% rispetto al 2018, mentre i contratti ordinari di lungo periodo sono scesi sotto la metà del totale, a favore di formule temporanee e a canone concordato. In questo quadro emerge anche un possibile ruolo diretto delle imprese: il 41% degli intervistati si dichiara interessato a una soluzione abitativa temporanea promossa dal datore di lavoro, quota che sale al 56% tra i residenti a Milano, con una preferenza per formule come l’appartamento a uso esclusivo, in grado di garantire autonomia e privacy.
Le due ricerche evidenziano quindi la necessità di affrontare congiuntamente le questioni dell’abitare e della mobilità, rafforzando il coordinamento tra imprese, istituzioni e operatori e aumentando l’offerta di soluzioni abitative a canone sostenibile. In questo quadro, diventa rilevante creare condizioni più favorevoli all’investimento delle imprese nell’abitare e sviluppare politiche integrate capaci di intervenire alla scala dell’area metropolitana.
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