Con il diffondersi del COVID-19 e delle conseguenti misure di contenimento che si sono rese necessarie, l’economia italiana si trova a fronteggiare una situazione inedita e dalle conseguenze potenzialmente drammatiche. A differenza del passato, quando la genesi del tracollo fu di origine finanziaria, in questo caso il ceppo virale ha fin da subito intaccato in maniera plateale e fragorosa l’economia reale.
Se gli effetti saranno più contenuti rispetto a quelli scaturiti dall’ultima crisi economica di matrice finanziaria è presto a dirsi ma ciò che appare evidente è la possibilità, oggi più che allora, di adottare misure per un pronto rilancio. In tale impostazione un ruolo decisivo è chiamata a giocarlo la finanza, vale a dire quella componente da cui in passato erano scaturiti contraccolpi rovinosi per l’economia reale e che adesso dovrà necessariamente svolgere una funzione di puntello e di supporto. Il riferimento non è alle doverose misure di sospensione temporanea delle rate di debiti già contratti o a meritorie donazioni, quanto ad un sistematico sostegno di una domanda di credito, che avrà inevitabilmente connotati di maggiore fragilità economica. Il 1° Osservatorio Nomisma mette in luce queste riflessioni e i lori impatti sul settore immobiliare.

