La casa è tornata al centro del dibattito pubblico italiano. Vi è tornata non soltanto come questione sociale o che riguarda fenomeni locali, ma come uno dei temi che più direttamente incidono sulle trasformazioni demografiche ed economiche del Paese, sulla competitività delle città e sulla qualità della vita delle persone.
L’abitazione è il luogo nel quale si costruiscono relazioni, identità e sicurezza, ed è una condizione essenziale per poter studiare, lavorare, formare una famiglia e cogliere le opportunità offerte dai territori. La possibilità di accedere a una casa adeguata ed economicamente sostenibile incide quindi sulla coesione sociale, sulla mobilità delle persone e sulla capacità delle nostre città di attrarre e trattenere capitale umano.
È partendo da questa consapevolezza che Assonime e Confindustria Assoimmobiliare hanno scelto di promuovere questa ricerca e di affidarla a un istituto di ricerca indipendente e autorevole come il Centro Einaudi. Abbiamo ritenuto importante fornire un contributo nuovo al dibattito pubblico, mettendo a disposizione delle Istituzioni, degli operatori e dei cittadini un’analisi approfondita e rigorosa delle diverse dimensioni della questione abitativa.
La realtà che emerge dalla ricerca è più articolata di quanto possa suggerire una lettura semplificata del fenomeno, come talvolta accade nel discorso pubblico. L’Italia dispone di un patrimonio abitativo molto ampio, ma l’offerta non è disponibile dove serve, nelle condizioni in cui serve e per le persone che più ne hanno bisogno. Le trasformazioni della società stanno modificando significativamente la domanda: aumentano e si differenziano le esigenze di giovani, studenti, lavoratori in mobilità, famiglie, anziani e nuclei di dimensioni sempre più ridotte, ponendo con particolare urgenza il tema dell’accesso alla casa proprio nei territori più dinamici e attrattivi del Paese.
La questione della casa è dunque una questione di rilevanza nazionale, che impone di superare la contrapposizione tra intervento pubblico e iniziativa privata. La dimensione dei fabbisogni richiede un impegno da parte delle Istituzioni, da integrare con la capacità dei soggetti privati di mobilitare risparmio e capitali di lungo periodo nel settore abitativo, creando le condizioni perché possano concorrere alla produzione e alla gestione di un’offerta residenziale moderna, sostenibile e accessibile.
Il Piano Casa varato dal Governo quest’anno rappresenta, da questo punto di vista, un passaggio importante.
La scelta di puntare sul recupero del patrimonio esistente, sullo sviluppo di housing sociale e sul rafforzamento degli strumenti di partenariato pubblico-privato intercetta alcune delle principali esigenze che emergono dalla ricerca.
Allo stesso tempo, l’analisi contenuta in questo documento mostra come l’efficacia delle politiche abitative dipenderà anche dalla capacità di inserire gli interventi in un quadro stabile e coerente, nel quale strumenti fiscali, finanziari, urbanistici e amministrativi concorrano verso il medesimo obiettivo.
È questa anche la ragione per cui abbiamo voluto sostenere un lavoro che individuasse soluzioni fondate suuna solida diagnosi. Su un tema così rilevante e così esposto a letture parziali, sappiamo che una buona politica non può prescindere dalla conoscenza dei fenomeni, dalla corretta misurazione dei fabbisogni e degli strumenti di policy disponibili per raggiungere un obiettivo che riguarda l’intero il Paese.
Perché affrontare la questione della casa significa, in fondo, interrogarsi sul modello di città, di società e di sviluppo che vogliamo costruire per l’Italia dei prossimi decenni.
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