News
News
Assoimmobiliare

News / Dagli associati

Venerdì 29 maggio 2026

CBRE. Il sentiment degli investitori sul mercato hospitality europeo

CBRE. Il sentiment degli investitori sul mercato hospitality europeo

L’Hotel Investor Intentions Survey 2026 di CBRE evidenzia come il sentiment degli investitori verso il settore alberghiero europeo rimanga molto positivo nonostante il contesto macroeconomico più incerto. Oltre il 90% degli investitori prevede infatti di mantenere o aumentare la propria allocazione nel comparto hotel nel 2026, confermando la crescente percezione dell’hospitality come asset class strategica di lungo periodo più che opportunistica. Tra le principali motivazioni alla base dell’aumento degli investimenti emergono aspettative di rendimento più favorevoli, indicate da oltre il 30% degli intervistati, insieme a considerazioni legate a pricing e valutazioni. Sul fronte delle strategie prevale ancora il value-add, scelto dal 53% degli investitori, ma cresce in modo significativo anche l’interesse per approcci opportunistici, passati dal 15% del 2025 al 25% nel 2026, segnalando una maggiore propensione al rischio in alcune fasi del ciclo immobiliare.

 

Dal punto di vista operativo e gestionale, gli investitori continuano a privilegiare formule che consentano maggiore controllo diretto degli asset. L’acquisto con vacant possession resta infatti la struttura preferita, mentre aumenta l’interesse verso gli Hotel Management Agreement, a fronte di una minore attrattività dei contratti di locazione fissi o variabili. Si rafforza inoltre il peso dei grandi brand internazionali: il 53% degli investitori preferisce hotel affiliati a marchi globali, in crescita rispetto al 43% dell’anno precedente, mentre cala l’interesse verso gli hotel indipendenti, passati dal 40% al 24%. Anche i soft brand continuano a crescere, raggiungendo il 24%, grazie alla maggiore flessibilità operativa. Sul piano del prodotto, il segmento luxury si conferma il più attrattivo, indicato dal 53% degli investitori, mentre aumenta l’interesse per formule alternative come extended stay e all-inclusive, soprattutto nelle destinazioni leisure. La sostenibilità entra sempre più nei processi di investimento e asset management: il 36% degli investitori punta sul retrofit energetico degli immobili esistenti e il 30% investe con l’obiettivo esplicito di migliorarne le performance ESG.

 

A livello geografico, la Spagna si conferma il mercato europeo ritenuto più attrattivo per gli investimenti alberghieri, seguita dall’Italia, che si posiziona al secondo posto davanti a Regno Unito, Portogallo e Francia. Il dato riflette la solidità della domanda turistica nei mercati dell’Europa meridionale e le buone performance operative del settore hospitality. Anche nelle preferenze relative alle città emerge una forte presenza italiana: Milano sale al quarto posto a pari merito con Parigi tra le destinazioni urbane più attrattive per gli investitori alberghieri, mentre Roma si colloca al settimo posto insieme ad Atene e Praga. Londra e Barcellona occupano le prime due posizioni della classifica, seguite da Madrid. Nel complesso, dall’analisi emerge come gli investitori stiano bilanciando interesse per gateway cities consolidate e località leisure ad alta crescita, ampliando progressivamente il ventaglio delle destinazioni considerate strategiche nel panorama europeo.