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Venerdì 29 maggio 2026

BNP Paribas. Il mercato del commercial real estate in Europa nell’ultimo anno

BNP Paribas. Il mercato del commercial real estate in Europa nell’ultimo anno

Secondo le analisi di BNP, il contesto economico globale continua a essere caratterizzato da instabilità geopolitica, rallentamento della crescita e nuove pressioni inflazionistiche legate soprattutto allo shock energetico derivante dal conflitto in Medio Oriente. Le previsioni di crescita globale per il 2026 sono state riviste dal 3,4% al 3,1%, mentre per l’Eurozona la crescita attesa scende all’1,0% (dall’1,2% previsto a inizio anno) e per il Regno Unito allo 0,7% (dall’1,1%). In Europa, la crescita dovrebbe rimanere positiva grazie all’elevato tasso di risparmio delle famiglie, agli investimenti in AI e infrastrutture digitali e all’aumento della spesa per la difesa, con performance migliori nei Paesi dell’Europa meridionale come Spagna (+2,3%) e Portogallo (+2,1%). L’inflazione complessiva è tornata a salire nell’Eurozona dal +1,9% di febbraio al +2,5% di marzo 2026, mentre nel Regno Unito è passata dal +3,3% al +3,6%. L’inflazione core rimane più contenuta grazie al rallentamento dell’economia e della crescita salariale. Possibili rialzi dei tassi da parte della BCE potranno realizzarsi già dal secondo trimestre del 2026; anche i rendimenti dei titoli di Stato decennali europei sono attesi in aumento nei prossimi 12 mesi.

Gli investimenti nel commercial real estate europeo hanno raggiunto circa 181 miliardi di euro nei dodici mesi terminati a marzo 2026, con una crescita del 10% su base annua, anche se il primo trimestre del 2026 ha registrato un calo del 7% rispetto al Q1 2025 a causa delle tensioni geopolitiche e della maggiore volatilità finanziaria. Gli uffici mostrano ancora una crescita degli investimenti dell’11% su base annua, trainati soprattutto da Francia (+21%), Spagna (+199%), Svizzera (+104%) e Paesi Bassi (+54%), mentre Londra continua a concentrare circa il 75% dei volumi nazionali UK. La logistica cresce del 7%, con volumi raddoppiati in Svezia, Belgio e Portogallo, mentre il comparto alberghiero raggiunge circa 20 miliardi di euro investiti negli ultimi 12 mesi, il 17% sopra la media quinquennale, arrivando a rappresentare l’11% del mercato europeo.

Molto forte anche la crescita degli asset alternativi (+37%), sostenuti soprattutto da Regno Unito, Svezia, Spagna e Italia. Il residenziale, con quasi 12 miliardi di euro investiti nel trimestre e una quota del 24% del totale investimenti immobiliari, continua a beneficiare della scarsità di offerta e della crescita dei canoni, con incrementi particolarmente elevati in Spagna (+98%) e Svezia (+62%).

Gli investitori mantengono interesse per il real estate, ma con maggiore selettività e attenzione agli asset prime: Londra e Milano si confermano i mercati europei con i rendimenti prime più compressi nel comparto uffici (4,0%).