Una lettura del comparto costruzioni attraverso i dati ISTAT più recenti

Una lettura del comparto costruzioni attraverso i dati ISTAT più recenti

I dati più recenti di ISTAT mostrano come il settore delle costruzioni abbia chiuso il 2025 con una dinamica complessivamente positiva, ma con segnali di rallentamento all’inizio del 2026. La produzione nelle costruzioni è cresciuta nell’intero 2025 del 3,9% (fino al 4,8% al netto degli effetti di calendario), con un quarto trimestre ancora in espansione. Nei primi mesi del 2026 emergono segnali di debolezza: a febbraio si registra un lieve recupero congiunturale (+0,5%), ma nella media del trimestre dicembre 2025–febbraio 2026 la produzione cala dell’1,1%, mentre su base annua la crescita resta moderata (+1,4%).

Guardando alla pipeline futura, i dati sui permessi di costruire evidenziano una dinamica più fragile. Nel quarto trimestre 2025 il comparto residenziale mostra un recupero congiunturale (+4,5% il numero di abitazioni e +2,8% la superficie) e una crescita anche su base annua (+8,7% e +10,0%), mentre il non residenziale registra una forte contrazione nel trimestre (-12,4%) e una sostanziale stagnazione su base annua. Nonostante il miglioramento nella seconda parte dell’anno, il bilancio complessivo del 2025 resta negativo per il residenziale (-4,0% nel numero di abitazioni), segnalando una debolezza di fondo nella nuova offerta.

Il confronto tra produzione e permessi evidenzia quindi un disallineamento: mentre l’attività edilizia continua a essere sostenuta dai cantieri già in corso, i nuovi progetti evidenziano segnali di rallentamento. Questa dinamica si inserisce in un trend di lungo periodo fortemente ridimensionato: rispetto alla fase 2000-2012, quando si autorizzavano in media circa 48.000 abitazioni a trimestre, nel periodo 2013-2025 i volumi sono scesi a poco più di 13.000 unità, con una contrazione molto significativa anche in termini di superficie (-69% nel residenziale e -58% nel non residenziale). Il quadro è ulteriormente condizionato dall’aumento rilevante dei costi di costruzione (circa +25% tra il 2013 e il 2025), che contribuisce a frenare l’avvio di nuovi interventi.

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