Colliers. Il mercato dei capitali e le nuove traiettorie del real estate europeo
Il report di Colliers evidenzia come il mercato immobiliare globale continui a essere influenzato da condizioni politiche ed economiche in evoluzione, tra cui l’andamento dei tassi di interesse e le trasformazioni tecnologiche legate all’intelligenza artificiale e la digitalizzazione degli edifici. In questo contesto l’Europa viene percepita dagli investitori come un mercato relativamente stabile e ancora ricco di opportunità rispetto ad altri mercati più maturi. La domanda crescente per infrastrutture digitali – in particolare data center – è destinata a sostenere nuovi investimenti, grazie alla diffusione dell’AI, all’espansione del cloud e all’aumento della capacità di elaborazione dei dati richiesta dalle imprese.
Nel mercato europeo dei capitali destinati al real estate si osserva una ripresa dell’attività nel corso del 2025, sostenuta dal miglioramento delle condizioni macroeconomiche e dalla progressiva diminuzione dei tassi di interesse. Il mercato del private equity ha registrato livelli record di attività, con un forte aumento di operazioni di leveraged buyout e megadeal (operazioni sopra un miliardo di euro), mentre la liquidità è stata sostenuta anche dalla riapertura dei mercati di uscita attraverso IPO e operazioni secondarie. Tuttavia, nella seconda metà dell’anno sono emersi segnali di maggiore stress creditizio, con un incremento significativo dei default rispetto alla media di lungo periodo, pur in presenza di un mercato delle emissioni ancora guidato prevalentemente da titoli investment grade.
Per quanto riguarda il settore immobiliare, una delle dinamiche più rilevanti in Europa è la crescita del mercato delle operazioni di sale and leaseback, che nel 2025 ha raggiunto circa 5,4 miliardi di euro, in aumento del 28% su base annua. Solo nel secondo semestre dell’anno il volume delle transazioni è cresciuto del 68% rispetto alla prima metà del 2025, arrivando a circa 3,3 miliardi di euro. Gli asset logistici-industriali e retail hanno dominato il mercato, rappresentando complessivamente il 91% delle operazioni, mentre gli uffici hanno inciso per il restante 9%. Dal punto di vista geografico, il Regno Unito ha concentrato il 26% dei volumi nel secondo semestre, seguito dai Paesi nordici, dalla Germania e dai Paesi Bassi. In prospettiva, l’Europa continua quindi ad attrarre capitali internazionali, in particolare da investitori istituzionali con esperienza negli Stati Uniti, e il report prevede che il 2026 possa registrare un ulteriore rafforzamento dell’attività.



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