Banca d’Italia. Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni del IV trimestre 2025

Banca d’Italia. Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni del IV trimestre 2025

La “Nota sul Sondaggio congiunturale” della Banca d’Italia evidenzia nel quarto trimestre 2025 un rafforzamento diffuso delle valutazioni sui prezzi di vendita delle abitazioni. Il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione dei prezzi sale a +9 punti percentuali, in miglioramento sia rispetto al trimestre precedente sia su base annua. Il segnale è positivo in quasi tutto il Paese, con dinamiche più sostenute nelle aree urbane del Centro e in quelle non urbane del Nord-Est, mentre nel Sud e Isole il quadro resta più eterogeneo. I margini di trattativa rimangono contenuti: lo sconto medio si attesta intorno all’8%, su livelli prossimi ai minimi storici, e i tempi di vendita si confermano molto brevi, pari a 5,5 mesi. La quota di agenzie che ha concluso almeno una compravendita raggiunge quasi il 90%, valore elevato anche per il trimestre invernale, segnalando un mercato ancora liquido e attivo.

Dal lato della domanda emergono segnali di graduale recupero. Il saldo relativo ai potenziali acquirenti si riduce a -5 punti (da -15 nel trimestre precedente), con un miglioramento più marcato nelle aree metropolitane. L’offerta, invece, continua a contrarsi: il saldo degli incarichi da evadere si colloca a -33,6 punti e quello dei nuovi incarichi a -30,2, confermando una dinamica di scarsità di prodotto, particolarmente evidente nelle aree che registrano le maggiori pressioni sui prezzi. Le condizioni di finanziamento restano favorevoli: circa il 64% degli acquisti è assistito da mutuo e il rapporto tra prestito e valore dell’immobile si mantiene intorno al 78%, su livelli storicamente elevati. Le difficoltà di accesso al credito incidono in misura limitata sulle cessazioni degli incarichi, mentre il principale motivo di interruzione resta lo scostamento tra prezzo richiesto e offerta dell’acquirente.

Sul fronte delle locazioni, i canoni continuano a crescere, pur con un ritmo in attenuazione: il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione scende a +37,9 punti. La pressione sui canoni è attribuita soprattutto alla riduzione dell’offerta, anche in relazione alla diffusione delle locazioni brevi, segnalate come rilevanti da oltre la metà delle agenzie. L’impatto percepito è più forte sugli affitti di medio-lungo periodo che sui prezzi di compravendita, dove l’effetto è giudicato più contenuto. Le attese per l’inizio del 2026 restano orientate a ulteriori incrementi dei canoni e a un moderato miglioramento delle prospettive nazionali, mentre prevale maggiore cautela sui mercati locali e sull’andamento dei nuovi incarichi a vendere. Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un mercato sostenuto da domanda in graduale consolidamento e condizioni finanziarie ancora favorevoli, ma caratterizzato da una persistente tensione dal lato dell’offerta, elemento che continua a incidere in modo significativo sulle dinamiche di prezzo e sulla struttura del mercato.

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