JLL. La riqualificazione degli edifici nelle grandi città globali

JLL. La riqualificazione degli edifici nelle grandi città globali

Il report realizzato da Economist Impact con il supporto di JLL analizza il ruolo strategico degli interventi di riqualificazione e riuso “adattivo” degli edifici per rendere le città più resilienti dal punto di vista climatico, energetico e sociale. La ricerca si basa su un’indagine condotta su 1.000 senior executive, dirigenti e responsabili di business attivi nei settori costruzioni, sviluppo e gestione immobiliare, ingegneria e progettazione in 12 grandi città delle Americhe, dell’Asia-Pacifico e dell’area EMEA (tra cui Berlino, Londra, New York, Parigi, Singapore e Tokyo), integrata da interviste a esperti e rappresentanti di think tank, industria e coalizioni urbane. La riqualificazione degli edifici è centrale per ridurre le emissioni, migliorare l’efficienza energetica, ottimizzare l’uso dello spazio urbano e promuovere sicurezza, salute e benessere, generando benefici ambientali e sociali rilevanti nel lungo periodo, pur a fronte di ritorni finanziari che richiedono tempi più estesi rispetto alle nuove costruzioni.

Il retrofitting sta acquisendo slancio, ma non ha ancora raggiunto una scala sufficiente: il 69% delle organizzazioni intervistate dichiara di aver aumentato negli ultimi tre anni il peso della riqualificazione nel proprio mix di attività. Città come Singapore, New York, Washington D.C., Dubai, Sydney e Parigi sono tra le più avanzate nell’adozione di strategie retrofit. Tuttavia, per allinearsi agli obiettivi climatici, il tasso annuo di riqualificazione dovrebbe passare dall’attuale 1% a circa il 3%. L’urgenza è particolarmente elevata nei Paesi sviluppati, dove la maggior parte degli edifici esistenti oggi sarà ancora in uso nel 2050. L’82% degli intervistati prevede una crescita moderata o significativa delle attività di retrofit nei prossimi cinque anni. Le politiche pubbliche si confermano il principale fattore abilitante, attraverso standard obbligatori di performance energetica e incentivi finanziari, come dimostrano i casi di Tokyo e Washington D.C. Al tempo stesso, la domanda di spazi sostenibili da parte degli occupier e gli obiettivi ESG degli investitori stanno rafforzando le riqualificazioni anche nel comparto commerciale.

Accanto ai benefici in termini di riduzione dei costi operativi, maggiore stabilità dei ricavi, retention degli inquilini e attrazione di talenti, gli interventi di riqualificazione migliorano isolamento, illuminazione naturale e qualità dell’aria, con effetti positivi su salute e produttività; quasi la metà delle società intervistate indica il benessere degli occupanti come priorità e il 43% sottolinea il miglioramento dell’esperienza dei dipendenti come vantaggio chiave. Permangono però alcune barriere significative: il 61% segnala l’esitazione delle proprietà ad attuare questo tipo di interventi a causa dei costi iniziali elevati e dell’incertezza sui rendimenti, mentre il 52% evidenzia uno scarso interesse da parte degli investitori. Per accelerare il processo nei prossimi cinque anni, vengono individuate alcune leve: maggiore consapevolezza pubblica e industriale, leadership politica che combini obblighi e incentivi, sistemi di misurazione dell’impatto che vadano oltre l’energia includendo resilienza e benessere, strumenti finanziari innovativi – come green bond e contratti a performance -, integrazione di tecnologie smart e intelligenza artificiale e sviluppo di competenze specifiche nel settore delle costruzioni e dell’immobiliare.

Add a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *